Pillole di Storia: Le statue stele della Lunigiana

Pillole di Storia: Le statue stele della Lunigiana

Contenuto a cura dell’operatore museale Tommaso Moggio

All’inizio dell’Età del Rame (IV millennio a.C.) in tutta l’area che va dal Vicino Oriente al Mar Nero, alla penisola Iberica e alla Francia del nord, dall’arco alpino alla catena appenninica e alla Sardegna e alla Corsica, si diffondono, oltre alle incisioni rupestri, anche stele in pietra a forma umana, che vengono denominate “statue-stele” o stele antropomorfe.

Esse si differenziano dalle semplici stele, lastre lisce o figurate e dai menhir (dal bretone “men” e “hir” pietra lunga) che non presentano né una forma né elementi iconografici che possano ricordare la figura umana, ma anche dai massi incisi che recano sulle superfici rappresentazioni di oggetti e ornamenti.

Nell’area compresa tra Liguria, Lunigiana, Garfagnana e Alta Versilia durante l’età del Rame e la prima età del Bronzo si afferma l’usanza di seppellire più individui, probabilmente appartenenti ad uno stesso “clan” o gruppo familiare, all’interno di cavità naturali. Infatti testimonianze sulle popolazioni che scolpirono questi monumenti sono conosciute essenzialmente da piccole grotte sepolcrali e in minor misura da insediamenti o da siti legati essenzialmente all’attività metallurgica.

Le statue-stele della Lunigiana sono state quasi tutte rinvenute al di fuori del loro contesto originario. Per questo motivo non è facile ricostruire il significato e la funzione che questi monumenti potevano assumere nell’ambito della civiltà che li ha prodotti.

Gli archeologi hanno formulato varie ipotesi riguardo alla loro funzione: molti sostengono che potrebbe essere essenzialmente di tipo cultuale, ovvero esse vengono interpretate come antenati fondatori dei “clan” o come rappresentazioni di divinità protettrici.

Altra ipotesi è che fossero servite come pietre di confine per delimitare l’area di ogni singolo villaggio, infatti si trovano allineate in gruppo come punti di riferimento o di guardia, anche lungo gli itinerari di transito, lungo grandi valli di collegamento e in zone montane in corrispondenza di importanti vie di comunicazione.

Le statue-stele della Lunigiana essendo state trovate prive di associazioni con reperti archeologici si datano con difficoltà. Su di esse però sono raffigurati mediante incisione oggetti come armi e monili che rappresentano attributi di personaggi sia maschili che femminili.

Quelle maschili si riconoscono ad esempio per il pugnale, sempre raffigurato all’altezza del ventre, che trova analogie con quelli recuperati nella necropoli di Remedello (Brescia) databile in piena età del Rame (tra il 3400/3300 e il 2300/2200 a.C.). Le statue stele femminili invece recano incisi ornamenti, come la goliera che ricorda i collari bronzei a più giri, tipici del Bronzo Antico, insieme a pendagli a spirale e orecchini.

Le statue-stele rappresentano un elemento distintivo dell’area della Lunigiana e una particolare attrattiva per il territorio. Alcune loro riproduzioni sono presenti anche nel nostro museo nella sala dedicata all’età dei Metalli.