Pillole di storia: Il tumulo del principe etrusco a Pisa

Pillole di storia: Il tumulo del principe etrusco a Pisa

Contenuto a cura di Tommaso Moggio, operatore museale CMAC

La città di Pisa è stata fondata dagli Etruschi nel IX secolo a.C., ma non si conosce il suo nome in etrusco e per questo periodo non esistono fonti scritte che ci offrano testimonianze dirette sulla storia della città.

Nel 1992 l’archeologo Stefano Bruni mise in luce una tomba a incinerazione della metà del VII secolo, in prossimità di un precedente rinvenimento risalente al 1967 nella zona di via S. Jacopo a Pisa. Nel 1994 fu avviato un vero e proprio scavo sistematico dove si procedette allo smantellamento del pozzo e iniziarono a venire alla luce alcune lastre rettangolari in pietra che delimitavano il perimetro di un grande tumulo di 30 m di diametro e intorno ad essa vennero individuate una ventina di tombe di età arcaica, insieme a cippi e coppie di grandi pietre.

La tomba è un cenotafio (dal greco tafos tomba e kenòs nudo, vuoto), ossia una tomba monumentale vuota all’interno, poiché non fu possibile recuperare il corpo del defunto e, al momento del funerale, fu realizzato un fantoccio in lamina di bronzo, rivestito con tutte le insegne del potere e del rango sociale del defunto, così da essere portato in processione e alla fine arso su una pira accesa all’interno di una fossa. Quanto rimaneva del rogo fu messo in un dolio di terracotta chiuso da un coperchio di forma cilindrica assieme a a una cassa di legno vuota; poi la fossa fu riempita con delle pietre e fu celebrato il banchetto funebre, come dimostra il rinvenimento di una coppa di bronzo e di un’anfora per il vino, prima di ricoprire di terra il tutto.

In corrispondenza della cassa si è rinvenuto anche l’impronta nel terreno di un tridente in ferro con l’asta spezzata appartenuto al defunto, purtroppo corroso dall’acidità del terreno. Il simbolo del tridente è molto importante, in quanto testimonia il rango sociale del defunto, in questo caso di un principe, infatti, come nelle civiltà orientali , anche in Etruria il tridente è associato alla regalità e al potere sul mare. Il principe, essendo anche un guerriero, probabilmente annegò in mare durante una spedizione contro i Greci, che da sempre minacciavano gli Etruschi definendoli i pirati del Mediterraneo ed è per questo che non è stato mai ritrovato il corpo. Sopra il tridente è stato poi costruito un grande altare di pietra dove è stato sacrificato un cavallo, animale collegato al mondo degli Inferi, il cui sacrificio era riservato solo a grandi personalità. Anche questo avvalora l’ipotesi che si trattasse di un principe.

A sud del grande tumulo troviamo le tombe degli altri personaggi probabilmente collegati alla stessa famiglia del principe, che si sono succeduti tra la fine dell’VIII e gli inizi del VII secolo a.C.

Esse si presentano come modesti tumuli di terra dove al loro interno sono stati ritrovati piccoli vasi in terracotta con le ceneri dei morti, insieme ad alcuni materiali di corredo come qualche vaso e alcune fibule in bronzo.