TEATRO DELL’OLIVO
Il primo utilizzo di una sala teatrale a Camaiore, allora costituita da una grande stanza rettangolare precedentemente utilizzata come tiratoio della lana, risale al 1649. Nella realtà lucchese questo si pone come la più antica sala adattata fuori dal capoluogo lucchese, proprio in quegli anni nacque l’Accademia dei Deboli che si adoperò per le attività teatrali e che risulta essere tra le prime del territorio Lucchese. Il teatro nonostante i buoni intenti di ripristino agli inizi del secolo non doveva in perfette condizioni, tre membri dell’Accademia dei Deboli, chiesero di aver il teatro in concessione per trent’anni con l’intento di provvedere ad un restauro.
Vicino alla Chiesa dei Dolori, sorge il Teatro dell’Olivo. La facciata dell’edificio si presenta suddivisa in due piani, con tre portoni di accesso e due finestroni al piano superiore con una finestra finta al centro, il cornicione è sormontato da una lunetta e agli estremi da due vasi con finta fiaccola, simbolicamente raffigurante la luce alimentata dall’olio. Dal foyer, di forma irregolare, si passa centralmente alla platea e per una scalinata laterale, sulla destra entrando, si accede il loggione. L’accesso ai due ordini di palchi si trova nel corridoio che immette nella platea. Il rapporto planimetrico tra platea e palcoscenico si presenta molto armonico, anche se lo stretto boccascena tende ad allungare visivamente la platea stessa. La decorazione del teatro si presenta ricca di stucchi che, come lesene e cornici, ornano i palchi e, a ghirlande, le balaustre. L’arco scenico è evidenziato da due lesene d’ordine composito decorate con candelabre a stucco. Il teatro sia dal punto di vista architettonico, che delle decorazioni interne ed esterne appare prevalentemente in stile neoclassico. I materiali utilizzati sono generalmente quelli comuni a questi ambienti. La pavimentazione è realizzata in parquet che non poggia direttamente sul suolo; infine, la copertura dell’edificio è realizzata con mezzane poggiate sulle capriate in legno, visibile al di sopra della graticcia sul palcoscenico.








