Pillole di Storia: La scrittura fenicia e la stele di Nora

Pillole di Storia: La scrittura fenicia e la stele di Nora

Contenuto a cura di Tommaso Moggio, operatore museale CMAC

I Fenici, antico popolo di navigatori e commercianti, arrivarono dall’Oriente in Occidente nel periodo che va dal IX al VI secolo a.C.

Erano conosciuti per il commercio della porpora, tinta estratta dal murex, un piccolo mollusco entro una conchiglia rosata che secerne un pregiato liquido di colore rossastro.

In Occidente essi colonizzarono tutto il Mediterraneo occidentale, espandendo il loro dominio sulla Sicilia, la Sardegna, la Spagna e l’Africa settentrionale, fondando delle vere e proprie città, come Cartagine nell’odierna Tunisia.

Sulla costa meridionale della Sardegna diedero vita al centro di Nora (l’odierna Pula), che ancora oggi è oggetto di sistematiche campagne di scavo.

I Fenici si stabilirono a Nora a partire dal VIII secolo a.C. come dimostrano importanti ritrovamenti ceramici e soprattutto una stele, oggi conservata al Museo di Cagliari.

Si tratta di un blocco in pietra arenaria iscritta, che è stato riportato alla luce nel 1773 in un muretto a secco vicino alla chiesa di S. Efisio a Pula.

L’iscrizione incisa sulla stele è considerata uno dei più antichi documentii conosciuti nel Mediterraneo centro-occidentale e la maggior parte degli studiosi ritiene che sia un testo redatto in alfabeto fenicio, l’unico ritrovato fuori da Tiro, importante centro fenicio nel Libano. Secondo gli studiosi il testo pervenutoci, di solo otto righe, in origine faceva parte di un’iscrizione molto più lunga, distribuita su più pietre.

Nella terza riga a partire dall’alto dell’epigrafe è possibile leggere da destra a sinistra la più antica menzione della parola “Sardegna” (šrdn) a testimoniare la fondazione della città. La scritta rcomprende anche un voto di ringraziamento al dio Pumay, divinità di origine cipriota il cui culto era molto presente anche in ambito fenicio.

Il voto alla divinità è stato fatto da un alto funzionario fenicio di nome Milkaton, come ringraziamento per essere sopravvissuto, insieme a tutto l’equipaggio, nel viaggio via mare verso la terra di Tarshish.

Si è molto discusso sulla reale localizzazione geografica della terra di Tarshish, fino ad ipotizzare che si tratti di Tartesso, antico nome di quella parte meridionale della Spagna che è la moderna Andalusia.

Il riferimento al dio Pumay è la prova che i Fenici portarono il culto del dio a Nora, costituendo anche un’area cultuale con il tempio dedicato al dio. Doveva pertanto trattarsi di un centro sacro strettamente connesso alle attività mercantili tra popolazioni locali e navigatori orientali, soprattutto per quanto riguarda le derrate agricole e i metalli.